Uno dei primi romanzi (1982) a carattere semiautobografico, ambientato negli anni della Grande Depressione, dello scrittore americano (1920-1994), figlio di immigrati dalla Germania, che operò una critica spietata della violenza insita nei rapporti sociali del capitalismo contemporaneo, in primo luogo americano. Bukowski non pensò mai di dare un senso politico a questa critica, limitandosi a formularla con uno stile esseziale, nel quale l'oscenità divertita e pervasa da rabbia anarcoide che ne ha fatto un autore «maledetto», si intreccia con una forte carica ironica e autoironica.
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Uno dei primi romanzi (1982) a carattere semiautobografico, ambientato negli anni della Grande Depressione, dello scrittore americano (1920-1994), figlio di immigrati dalla Germania, che operò una critica spietata della violenza insita nei rapporti sociali del capitalismo contemporaneo, in primo luogo americano. Bukowski non pensò mai di dare un senso politico a questa critica, limitandosi a formularla con uno stile esseziale, nel quale l'oscenità divertita e pervasa da rabbia anarcoide che ne ha fatto un autore «maledetto», si intreccia con una forte carica ironica e autoironica.